op. 32, xballu
Recensione di E. Campagna, L’Adige 23.03.2003 dell’esecuzione di C. Jacomucci del 18.01.2003 a Rovereto


La Filarmonica di Rovereto ha aperto in bellezza.
Jacomucci: una fisarmonica «magica»

Bell’inizio d’anno per la Filarmonica di Rovereto, che ha inaugurato qualche giorno fa il 2003 con una proposta di grande spessore e interesse. Affidato alla fisarmonica di Claudio Jacomucci, il concerto ha raccolto gli applausi di un pubblico numeroso e consapevole della qualità della proposta.

Concerto anche impegnativo all’ascolto, che è stato Aperto dalla Sequenza XIII di Berio e da Feria di Donatoni, due esempi di scrittura contemporanea che Jacomucci ha proposto con lucidità e chiarezza, ben tracciando il concentrato e denso disegno musicale della scrittura di Berio e il razionale procedere di Donatoni. L’esecuzione di Jacomucci è stata sempre di grande compostezza, anche nel vorticoso "Road Run-ner", pastiche divertentissimo e spiazzante, quasi un gioco, che pareva facilissimo nelle mani di Jacomucci ma in realtà è un susseguirsi eterogeneo di ardui e vorticosi virtuosismi. Maggior presa ritmica nel Tango di Luis de Pablo, e una sorprendente ricerca timbrica (e la scoperta della straordinaria versatilità dello strumento) in Xballu del sardo Lucio Garau: e alla fine uno sciogliersi della tensione, anche dell’ascolto, nel più godibile melodiare di Piazzolla (riproposto anche con in fuori programma applauditissimo), trascinante, sensuale, di grande fisicità.

Pubblico sempre attento e partecipe, anche negli ermetici "Cinque Pezzi" di Kurtág, a sfatare ancora una volta il temibile mito che la musica contemporanea non "arrivi"; arriva e piace, quando a proporla è un artista dotato della tecnica e della comunicativa di Claudio Jacomucci, che speriamo vivamente torni a incantare il pubblico roveretano.

Emilia Campagna

Recensione del concerto tenuto il 18 gennaio 2003
apparsa su L'Adige giovedì 23 gennaio 2003