op. 28, Be-bop
Recensione di P.Cadeddu, Unione Sarda


MUSICA:
Ha debuttato in concerto alla Cripta
"MiniMensemble", suoni destrutturati e aritmie


La cripta di San Domenico come un vaso di Pandora. Nell'ambito della rigorosissima stagione concertistica organizzata dagli Amici della Musica, col patrocinio dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Cagliari c'è stato spazio anche per il MiniMensemble, neonata formazione che fa dei linguaggi contemporanei di diversi generi una sorta di summa in bilico tra rumorismo, improvvisazione, ambient, jazz di confine, minimalismo.

L'ensemble in questa configurazione (un quintetto composto da musicisti già noti quali Lucio Garau al campionatore, Marcello Peghin alla chitarra, Claudio Jacomucci alla fisarmonica, Roberto Pellegrini alle percussioni e Ulrich Krieger al sax e didjeridoo) ha appena una settimana di vita: giusto il tempo di chiudersi "sette giorni sette" in una casa a Poggio dei Pini e metter su alcune linee guida del progetto.

Idee che partono, come spesso in questi casi, dalla voglia di sperimentare su presupposti teorici o tecnici ben precisi. Qui i musicisti seguono l'andamento dei metronomi, che s'intersecano per caso, per puro accidente, eppur conseguentemente. Una logica numerica, logaritmica o probabilistica più che di ricerca melo-armonica.

Gioco citazionista
Il risultato è quello di sentire levarsi una danza tribale o una marcetta o una nenia turca o una chanson tra soffi e sibili di campionatore, strofinio di spazzole, fregare metallico di corde, vibrare di ottoni, fulminei pieni orchestrali e collassi improvvisi. È il gioco continuo, citazionista, dello scoprire "chi ha sentito cosa" assume contorni perversi: c'è Smoke on the water e Thelonious Monk, sfumature che sembrano progressive anni '70, Van der Graaf Generator, Henry Cow, la scuola di Canterbury ma anche il Battiato di Fetus, John Zorn, uno swing allo stato gassoso, le colonne sonore della Hammer nei film horror anni '50.

Come la macchia d'inchiostro dallo psicologo: è una farfalla o un'aquila? Forse solo una macchia. La verità come sempre è nell'occhio - nell'orecchio - di chi guarda - e ascolta. Ed è, quello intellettuale, l'unico approccio utile. Con MiniMensemble l'approccio sensibile è impraticabile, quello del semplice fruitore spesso rovinoso. Ma se ci si lascia coinvolgere dalle loro sequenze e frequenze (per dirla ancora con un Battiato d'epoca) si trovano spunti molto interessanti, tra suoni destrutturati, improvvisazione e minimalismo.
Resta un dubbio insolente: il rumore amplificato di un oggetto metallico che cade per terra era voluto o era, semplicemente, il rumore amplificato di un oggetto metallico che cade per terra?

Pino Cadeddu, Unione Sarda